Orgoglio Piacenza

Cesar
Brie

Regista teatrale, attore,
scrittore e drammaturgo

Chi sono

Argentino, a diciassette anni, appena terminati gli studi superiori, inizia a fare teatro, studiando al Centro Dramatico di Buenos Aires.
Nel 1973 a Comuna Baires, gruppo di cui è il più giovane tra i fondatori, viene invitato al Festival mondiale di teatro di Nancy, allora diretto da Jack Lang.
Pur dovendo indebitarsi per poter partecipare, il collettivo attraversa l’oceano e si esibisce in una tournee che toccherà Francia, Germania ed Italia.
Il rientro in Argentina coincide con l’aggravarsi della violenza politica e con il rapimento di uno dei membri della compagnia.
A seguito di questo avvenimento, una prima parte del gruppo si autoesilia immediatamente in Italia, dove vengono raggiunti in seguito da Cesar.
Quando si instaura la dittatura militare in Argentina, il Consolato argentino di Milano gli ritira il passaporto e si vede costretto a chiedere asilo politico; l’Italia lo nega ma l’Alto Commissario per le Nazioni Unite accetta la sua domanda: solo da può vivere in Italia con il documento rilasciatogli da questo organismo.
Dopo un’esperienza di otto anni in Danimarca, dove lavora con Iben Nagel Rasmussen, sua maestra, una volta ottenuto il passaporto danese, decide di tornare in America Latina, più specificatamente in Bolivia, dove all’epoca non esisteva nessuna compagnia teatrale professionistica.
Fonda la compagnia del Teatro de los Andes, e lavora con loro per vent’anni, calcando con loro i pachi di gran parte del mondo, ma soprattutto imparando una lezione che ancora oggi lo guida nel progetto Isola de Teatro: la necessità di tempo, un tempo decisamente più lungo degli standard attuali, per imparare e portare al pubblico uno spettacolo degno di tale nome e di intima iterirità.
L’isola del Teatro vuole essere, per lui, il modo per creare bellezza e profondità, con i giovani soprattutto, e qualcosa da lasciare alle generazioni future. Un luogo per artisti di teatro in cui ci si possa ritirare, a lavorare e riflettere, come nei migliori conventi.

Perché Piacenza

La Val Tidone, in particolare, è stato un incontro quasi casuale, ma è stata anche la porta, per un apolide come me, per la scoperta della provincia.
Piacenza e la sua provincia mi ha colpito per la profondità delle persone, apparentemente silenziose e chiuse, ma davvero competenti e interessate.
Un luogo in cui vivere è davvero bello, in una semplicità di esistere che nasconde una non superficiale complessità di pensiero.
Vivere in questi posti è un’altra storia.

Passioni

Il teatro è La Passione, forse addirittura una possessione, ancor più che una passione.
Le altre piccole passioni sono gli scacchi, giocati e condivisi, e la lettura.
Sono anche scrittore e la lettura è il modo per confrontarsi con il pensiero degli altri: una necessità ineluttabile.

Cosa vorrei raccontare di Piacenza

Ho una zona nel cuore: le colline che separano l’alta Val Tidone dalla Val Trebbia.
Si passa da posti non troppo conosciuti, come l’Osservatorio astronomico di Lazzarello a mete molto più conosciute come Bobbio.
L’osservatorio di Lazzarello è un posto magico, posto a 750 metri sopra al livello del mare, lontano dalla città e dalle fonti inquinamento luminoso. Guardare le stelle è forse lo spettacolo più antico che l’universo ci riserva, apparentemente immobile, ma sempre mutevole, fonte di sogno e ispirazione, generatore di pace e ispirazione. Un luogo che non ha bisogno di parole ma solo di occhi e menti assetate di bello.
Il percorso fisico che unisce Lazzarello e la splendida Bobbio è vegliato dalle Pietre Parcellara e Perduca, due elementi che si differenziano totalmente dal resto del panorama e ci raccontano, nella loro silente maestosità, il senso del tempo che passa e che le rivede immutate, regine della vallata.
In questo paesaggio quieto, tra morbide e pacate colline, si arriva a Bobbio, bellezza medioevale, fatta di strette viuzze, case in sasso e palazzetti signorili, lo splendido monastero e il suggestivo ponte gobbo, elemento di congiunzione tra il borgo e i suggestivi paesaggi naturalistici della vallata.
Luoghi da vivere e assaporare, splendidi in qualsiasi stagione.

Riferimenti

www.cesarbrie.com